











SOUL è un sistema di comunicazione progettato per accompagnare il pubblico dei Musei Vaticani lungo un percorso di lettura chiaro, progressivo e accessibile.
Non si limita a fornire informazioni, ma costruisce una relazione tra visitatore, spazio e opera, introducendo un ritmo e una gerarchia nella fruizione.
Alla base del progetto c’è una riflessione sulla presenza fisica dell’oggetto all’interno di un contesto già denso di significati.
Per questo motivo si è scelto di lavorare su una fisicità dichiaratamente immateriale: un dispositivo che occupa lo spazio senza appesantirlo, che si percepisce più per sottrazione che per presenza.
La forma nasce da un principio semplice: ridurre il più possibile la percezione del supporto, lasciando che contenuto e luce diventino gli elementi dominanti.
La trasparenza diventa quindi materia progettuale.
Il sistema si configura come un elemento verticale apparentemente sospeso, sollevato da terra di pochi centimetri.
Questa distanza, minima ma decisiva, genera una percezione di leggerezza e introduce una condizione quasi metafisica: l’oggetto sembra sottrarsi alla gravità, come se non appartenesse completamente al piano su cui insiste.
La base, ampia e strutturalmente stabile, si dissolve progressivamente in una struttura trasparente che accoglie il dispositivo informativo, costruendo una continuità percettiva che accompagna lo sguardo verso l’alto. In questo passaggio si inserisce una fascia dorata, elemento di ancoraggio visivo e segnale istituzionale, che definisce il punto di contatto simbolico con il suolo e ospita la firma dei contenuti. Il risultato è un equilibrio tra presenza e assenza: un oggetto che esiste, ma non invade; che guida, ma non impone.
L’elemento caratterizzante del progetto è la lavorazione del supporto trasparente. La superficie non è neutra ma sfaccettata, costruita attraverso piani che intercettano e riflettono la luce, conferendo al manufatto una dimensione preziosa, quasi gemmologica. Non si tratta di un semplice elemento tecnico ma di una presenza costruita con precisione, capace di richiamare la sapienza della materia lavorata.
La luce non si limita ad attraversarlo ma viene modulata, frammentata e restituita, trasformando il supporto in un dispositivo attivo, in dialogo costante con l’ambiente. Anche ciò che tende a scomparire mantiene così una propria dignità costruttiva, una misura, una disciplina.
La componente tecnologica si inserisce come naturale estensione di questo principio, evitando ogni autonomia spettacolare. Il sistema prevede configurazioni differenti, coerenti con le diverse condizioni espositive e i livelli di interazione richiesti: uno SCHERMO OLED TRASPARENTE, che consente la sovrapposizione tra contenuto digitale e realtà fisica, permettendo all’informazione di stratificarsi all’opera senza sostituirla; una soluzione OLED OPACA BIFACCIALE, che garantisce maggiore intensità visiva e una fruizione efficace nei contesti di attraversamento e nei flussi più densi; una SUPERFICIE STAMPATA RETOILLUMINATA, più essenziale e robusta, capace di assicurare continuità visiva e semplicità di manutenzione.
In ogni configurazione, la tecnologia resta subordinata al progetto, strumento discreto che amplifica la leggibilità senza alterare l’esperienza.
SOUL introduce così un modo diverso di abitare lo spazio informativo del museo: non come somma di supporti autonomi ma come sistema continuo, leggero e quasi silenzioso, capace di orientare lo sguardo e accompagnare il visitatore senza interrompere l’esperienza della visita.
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